- Gennaio Triste
Gennaio arriva con passi stanchi,
cieli bassi, pensieri bianchi.
Il freddo stringe senza parlare,
sembra sapere dove far male.
Le strade vuote ascoltano piano,
ogni rumore sembra lontano.
Il tempo scorre, lento e uguale,
come un ricordo che vuole restare.
Nel silenzio cresce una domanda,
che il cuore tiene e non comanda.
Gennaio passa, grigio e sincero,
specchio fedele di ciò che è vero.
- Giorni Senza Voce
Le mattine nascono già stanche,
la luce filtra, ma resta bianca.
Gennaio osserva senza pietà,
non promette nulla, non consola già.
Ogni giornata pesa un po’ di più,
come un passo fatto contro il blu.
Le parole cadono prima di uscire,
resta il respiro a resistere e vivere.
- Freddo Dentro
Non è solo l’aria a essere fredda,
c’è un gelo che dentro si svela.
Gennaio lo porta senza rumore,
lo posa piano sopra il cuore.
I sorrisi sembrano lontani,
come case viste dai treni.
Ogni pensiero torna indietro,
si perde in un tempo più scuro e segreto.
Ma anche nel gelo più profondo,
qualcosa resiste, invisibile al mondo.
Gennaio non cura, non ferisce:
mostra soltanto ciò che esiste.
- Cielo Basso
Il cielo di Gennaio è troppo vicino,
sembra cadere sopra il cammino.
Camminiamo lenti, testa bassa,
la speranza a volte si stanca e passa.
Le ore scorrono senza colore,
uguali tra loro, senza rumore.
Nel grigio cresce una strana calma,
che non consola, ma disarma.
Gennaio insegna, senza pietà,
che non sempre la luce verrà.
A volte resta solo imparare
a stare nel buio e respirare.
- Inizio Difficile
L’anno comincia senza festa,
Gennaio pesa sulla testa.
Dopo il rumore resta il vuoto,
ogni giorno sembra ignoto.
I sogni fatti si sono raffreddati,
come vetri lasciati appannati.
Il cuore guarda, ma non decide,
si muove lento, spesso divide.
Gennaio non chiede di sorridere,
chiede soltanto di non fuggire.
Restare è già una forma di forza,
anche se il passo inciampa e si spezza.
- Mattino Grigio
Il mattino arriva senza voce,
la luce è debole, quasi feroce.
Gennaio guarda dalle finestre,
giorni che faticano a essere destre.
Il caffè è caldo, ma il cuore no,
i pensieri vanno dove non so.
Ogni gesto sembra pesante,
anche il tempo è distante.
Eppure il giorno, anche così,
va attraversato, istante per istì.
- Silenzio d’Inverno
C’è un silenzio che non riposa,
sta seduto accanto a ogni cosa.
Gennaio lo porta con sé,
come un’ombra che segue me.
Le parole hanno paura di uscire,
restano ferme, a dormire.
Nel vuoto cresce una strana verità:
non tutto il dolore chiede perché.
A volte basta restare qui,
senza risposte, senza “così”.
- Giorni Uguali
I giorni passano tutti simili,
facce stanche, passi fragili.
Gennaio conta senza emozione,
ore lente, stessa direzione.
Il cielo non cambia, resta chiuso,
come un pensiero mai concluso.
Si aspetta qualcosa che non sa venire,
ma l’attesa stessa fa sentire.
Nel ripetersi nasce la fatica,
ogni speranza sembra antica.
Eppure il tempo, anche così,
ci porta avanti, anche se non qui.
- Cuore Inverno
Il cuore in Gennaio parla poco,
tiene il dolore sotto il fuoco.
Non brucia forte, non scalda più,
resta acceso, ma senza virtù.
I ricordi tornano senza bussare,
si siedono e vogliono restare.
Ogni nome pesa come neve,
cade piano, ma tutto deve.
Gennaio non promette guarigione,
solo spazio per l’emozione.
Nel freddo più vero che c’è,
impariamo a stare con noi e con sé.
- Stanchezza di Gennaio
Gennaio pesa sulle spalle,
come un cappotto troppo grande.
I passi rallentano senza motivo,
il corpo va avanti, il cuore è altrove e privo.
Le giornate chiedono presenza,
ma rispondere costa resistenza.
Ogni pensiero torna indietro,
si perde in un ieri più scuro e segreto.
Eppure, anche nella fatica,
resta una forza che non grida.
Gennaio non consola, non mente:
ci attraversa, lentamente.
- Sera Anticipata
La sera arriva troppo presto,
spegne i colori, chiude il resto.
Gennaio accende lampioni stanchi,
allunga le ombre sui muri bianchi.
Le case parlano a luci basse,
di vite chiuse, di attese rimaste.
Fuori il mondo sembra lontano,
come un ricordo preso per mano.
Nel buio cresce una strana quiete,
non felice, ma nemmeno inquieta.
Gennaio insegna a sopportare
le ore vuote senza scappare.
- Respiro Corto
L’aria è fredda, entra a fatica,
il petto stringe, il tempo fatica.
Gennaio cammina dentro il corpo,
fa sentire ogni battito, ogni sforzo.
I pensieri non trovano strada,
girano in tondo, senza parata.
Si vorrebbe fermare il rumore,
ma resta solo il proprio cuore.
In questo spazio stretto e vero,
vivere è poco, ma è sincero.
- Attesa Senza Nome
C’è un’attesa che non sa cosa aspetta,
Gennaio la tiene, muta e stretta.
I giorni passano senza segno,
come pagine tolte da un disegno.
Ogni mattino nasce già stanco,
senza promessa, senza fianco.
La speranza dorme, non è morta,
ma la sua voce è troppo corta.
Gennaio non spinge, non chiama,
lascia che il tempo consumi la trama.
E nell’attesa che sembra vuota,
qualcosa resiste, anche se ignota.
- Neve Interiore
La neve cade anche quando non si vede,
si posa sui pensieri, non chiede fede.
Gennaio la porta dentro al petto,
freddo silenzioso, mai diretto.
Ogni parola resta sospesa,
come una frase mai compresa.
Il mondo va avanti, ma lontano,
e il cuore resta fermo, piano piano.
Nel bianco che tutto sembra fermare,
resiste il gesto di continuare.
Anche se pesa, anche se fa male,
vivere resta un atto essenziale.
- Gennaio Vuoto
Le stanze sembrano più grandi,
i passi fanno eco sui giorni stanchi.
Gennaio allunga il tempo inutile,
rende ogni attesa fragile.
Le mani cercano qualcosa da fare,
ma l’anima preferisce aspettare.
Non c’è tristezza che grida forte,
solo una calma che somiglia alla notte.
Il mese passa senza spiegare,
lascia domande al posto del mare.
E nel vuoto che sembra infinito,
si resta vivi, anche se in silenzio, anche se zitto.
- Ultimo Freddo
Verso la fine il freddo resta,
non se ne va, non fa protesta.
Gennaio trattiene l’ultimo gelo,
come se il tempo fosse un velo.
I giorni si susseguono uguali,
con pensieri brevi, essenziali.
Non c’è sollievo, non ancora,
solo il respiro che ancora lavora.
Ma anche nel mese più duro e lento,
c’è un passo avanti, quasi spento.
Gennaio insegna, senza clamore:
resistere è già una forma d’amore.