Quando arriva marzo, l’aria cambia voce. Non è ancora estate, ma il sole prova già a fare il simpatico, e il vento si diverte a spettinarci. In marzo la primavera bussa piano, con pozzanghere lucide, rami che si svegliano e risate che escono senza permesso. Queste poesie allegre di marzo per bambini sono un girotondo tra luce, pioggia e piccoli inizi.
- A marzo il sole fa il furbo
A marzo il sole fa il furbo,
esce e poi si nasconde.
Tu gli fai ciao con la mano,
e lui ti scalda le guance.
Il vento ti ruba la frangia,
tu ridi e non ti arrabbi.
A marzo la giornata cambia
come un gioco di magia.
- Di marzo, la pioggia che ride
Di marzo la pioggia non è triste,
fa tic tic come un tamburo.
Tu salti nelle pozzanghere,
e la strada si sveglia.
Le scarpe fanno splash,
la mamma sospira e poi ride.
A marzo anche un pasticcio
sa diventare festa.
- Marzo nel cappotto aperto
Marzo mi fa aprire il cappotto,
poi mi fa richiuderlo subito.
Tu dici che è un mese birichino,
e io ti credo senza prove.
Camminiamo e contiamo le nuvole,
sembrano pecore veloci.
Marzo ci insegna una cosa,
che il cielo cambia e va bene.
- A marzo, un fiore timido
A marzo spunta un fiore timido,
quasi non vuole farsi vedere.
Tu ti chini e lo saluti,
come si saluta un amico nuovo.
Io ti guardo e penso
che la gentilezza è una lente.
A marzo basta un petalo
per farci sorridere.
Poi il fiore resta lì,
piccolo ma testardo.
E noi andiamo via più leggeri,
con primavera in tasca.
- Di marzo, il vento fa il clown
Di marzo il vento fa il clown,
ti scompiglia i capelli e scappa.
Tu lo rincorri con una risata,
senza volerlo prendere.
Il vento non è cattivo,
ha solo troppa energia.
A marzo l’aria gioca
e ci trascina nel bene.
- Marzo e la luce sul banco
Marzo mette luce sul banco,
come un compagno tranquillo.
Tu ci appoggi la mano sopra,
e senti che è tiepida.
La lezione sembra più corta,
la penna corre più serena.
Marzo fa un regalo piccolo,
un minuto di calma.
- A marzo, pozzanghera specchio
A marzo la pozzanghera è uno specchio,
ti mostra il cielo rovesciato.
Tu ti vedi in mezzo alle nuvole,
e fai la faccia da astronauta.
Io fingo di non ridere,
ma mi scappa lo stesso.
A marzo il mondo sottosopra
dura quanto basta.
Poi la pozzanghera si quieta,
e tutto torna normale.
Ma dentro resta un luccichio,
come una storia breve.
- Di marzo, l’odore di terra
Di marzo la terra profuma forte,
come pane appena tagliato.
Tu annusi e dici che sa di gioco,
io dico che sa di nuovo.
Camminiamo e ci viene
di parlare piano.
A marzo anche i passi
diventano gentili.
- Marzo in bicicletta
Marzo mi spinge in bicicletta,
ma poi soffia contro.
Tu pedali e fai finta di niente,
perché sei testardo.
Io ti dico brava,
poi mi correggo, bravo, scusa.
Marzo ci spettina tutti,
e ride con noi.
- A marzo, rondini in prova
A marzo le rondini fanno prove,
passano veloci e poi via.
Tu le indichi col dito,
come se fossero comete.
Noi restiamo un attimo fermi,
per non perderle.
A marzo il cielo si riempie
di messaggi senza parole.
- Di marzo, giacca troppo leggera
Di marzo metti una giacca leggera,
e poi tremi un po’.
Tu dici che non fa niente,
che è colpa del vento.
Io ti presto la mia sciarpa,
tu fai il serio per un secondo.
A marzo impariamo così
che aiutarsi è caldo.
- Marzo e i rami che si svegliano
Marzo tocca i rami con dita verdi,
e loro si stiracchiano piano.
Tu guardi i boccioli minuscoli,
come fossero stelle.
Noi parliamo sottovoce,
per non disturbare.
Marzo fa nascere cose,
senza fare rumore.
Poi un bocciolo si apre,
quasi senza che tu te ne accorga.
E dentro ti si apre qualcosa,
una gioia quieta.
- A marzo, il sole tra le nuvole
A marzo il sole gioca a nascondino,
tra nuvole gonfie.
Tu conti fino a dieci,
e lui torna fuori.
Io rido perché è stupido,
ma funziona lo stesso.
A marzo basta un gioco
per farci bene.
- Di marzo, un gelato improvviso
Di marzo qualcuno dice gelato,
e tu già ci credi.
Fuori non è estate,
ma il cuore fa finta.
Noi prendiamo un cono piccolo,
e ci sporchiamo le dita.
A marzo la felicità
è un’idea che si scioglie.
- Marzo nella tasca
Marzo finisce in tasca,
come un sasso tiepido.
Tu lo porti a casa senza sapere,
e poi ti senti meglio.
È un raggio sulla pelle,
un odore di erba nuova.
Marzo non fa rumore,
ma cambia le cose.
- A marzo, il prato fa capriole
A marzo il prato fa capriole,
con margherite appena nate.
Tu ci corri sopra,
e sembri più leggero.
Io ti dico piano attento,
ma non troppo.
A marzo la libertà
ha bisogno di spazio.
- Di marzo, la finestra aperta
Di marzo apro la finestra,
e l’aria entra curiosa.
Tu fai un respiro grande,
come se bevessi cielo.
Noi restiamo lì un attimo,
senza dire niente.
A marzo il silenzio
sa di promessa.
- Marzo e il temporale corto
Marzo fa un temporale corto,
poi torna il sereno.
Tu guardi il cielo e dici
che è un mese nervoso.
Io rispondo che è un mese vivo,
che non sa stare fermo.
Marzo scuote e poi consola,
come un amico sincero.
- A marzo, scarpe bagnate
A marzo le scarpe si bagnano,
e tu fai una faccia seria.
Poi ti viene da ridere,
perché è solo acqua.
Noi mettiamo i calzini ad asciugare,
e la casa profuma di casa.
A marzo anche un guaio piccolo
diventa una storia.
- Di marzo, la primavera fa ciao
Di marzo la primavera fa ciao,
ma non entra tutta.
Tu la vedi da lontano,
come un amico che arriva.
Noi la aspettiamo senza fretta,
con sorrisi piccoli.
Marzo ci lascia un messaggio,
che il bello sta tornando.