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25 poesie di Pasqua per bambini

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Quando arriva la Pasqua, l’aria sembra più leggera e la casa si riempie di piccoli segreti. Uova colorate, nidi nascosti, risate che spuntano all’improvviso e anche un po’ di silenzio buono, quello che consola. Queste poesie di Pasqua per bambini sono fatte per camminare piano tra la primavera e il cuore, senza fretta, come se ogni verso fosse un ovetto da scoprire.

  1. A Pasqua nel giardino
    A Pasqua il prato fa finta di niente,
    ma sotto le foglie brilla un colore.
    Tu cammini piano, io pure,
    come se il rumore potesse rompere il gioco.

L’uovo non scappa, aspetta soltanto,
e quando lo prendi ti resta calore.
È una piccola cosa, lo so,
ma ti mette pace, senza parole.

  1. Di Pasqua, uovo in mano
    Di Pasqua tengo l’uovo nel palmo,
    è tondo come un piccolo sole.
    Tu lo guardi e sorridi appena,
    e già la mattina diventa più dolce.

La tinta è un po’ storta, fa niente,
così si capisce che è nostro davvero.
Lo posiamo piano sul tavolo,
e il cuore si siede, tranquillo.

  1. A Pasqua il coniglio passa
    A Pasqua il coniglio passa di lato,
    non vuole farsi vedere troppo.
    Lascia un nastro, una carta lucida,
    un passo leggero vicino al vaso.

Tu dici che l’hai sentito, forse,
io faccio finta di crederci piano.
E intanto la casa respira,
con una gioia che non fa rumore.

Poi cerchiamo senza correre,
tra sedie e tende, tra luce e polvere.
A Pasqua anche il disordine è buono,
se nasce da una sorpresa.

  1. Pasqua e le uova che parlano
    A Pasqua le uova non parlano davvero,
    eppure dicono cose precise.
    Quella blu somiglia a un cielo calmo,
    quella rossa a una risata improvvisa.

Tu le metti in fila, senza comando,
come se stessi sistemando la giornata.
Noi le guardiamo, e ci sembra
che anche dentro si metta ordine.

Un uovo rotola, si ferma da solo,
come se avesse scelto il suo posto.
A Pasqua succede così,
le cose trovano casa.

  1. A Pasqua, prima del sole
    A Pasqua ti svegli un po’ prima,
    anche se non lo dici.
    La stanza è ancora morbida,
    e la luce entra in punta di piedi.

Noi restiamo un attimo zitti,
come davanti a una candela.
Poi parte una risata piccola,
e il giorno si allaccia le scarpe.

  1. Di Pasqua, il cestino
    Di Pasqua il cestino ondeggia sul braccio,
    pieno di promesse leggere.
    Tu trovi un uovo, poi un altro ancora,
    e gli occhi ti diventano grandi.

Il cestino non giudica, raccoglie,
come fanno le mani quando vogliono bene.
E noi ci chiniamo insieme,
quasi fosse una mappa segreta.

Alla fine pesa un po’,
ma è un peso felice, ti giuro.
Di Pasqua anche cercare
è già un regalo.

  1. A Pasqua, un fiore ascolta
    A Pasqua i tulipani stanno attenti,
    come se sapessero tutto.
    Tu li annusi e ti fermi,
    e la fretta si spoglia da sola.

Il vento passa, non spinge,
la primavera non urla mai.
A Pasqua basta poco,
una cosa piccola che ti calma.

  1. Di Pasqua, macchia di colore
    Di Pasqua una macchia ti resta sulla maglia,
    mamma sospira e poi ride.
    Tu guardi quella macchia,
    e non ti senti in colpa.

È la prova che c’eri davvero,
che hai toccato, provato, sbagliato.
L’uovo è venuto bello,
e la maglia si ricorderà.

  1. A Pasqua, un silenzio a tavola
    A Pasqua a tavola c’è un silenzio strano,
    non pesa, anzi riposa.
    Tra un boccone e l’altro ci guardiamo,
    senza dover spiegare niente.

La tovaglia è chiara,
la luce sembra più gentile.
A Pasqua anche il silenzio
sa fare compagnia.

  1. Di Pasqua, la pioggia fuori
    Di Pasqua piove un po’, succede,
    ma dentro non cambia il cuore.
    Tu guardi il vetro, io guardo te,
    e la casa fa da nido.

La pioggia batte piano,
come una mano che consola.
E noi restiamo qui,
con una festa che non si rovina.

  1. A Pasqua, dietro il vaso
    A Pasqua dietro il vaso c’è qualcosa,
    tu lo senti prima di vederlo.
    Ti chini, trattieni il fiato,
    e il mondo fa lo stesso.

È un ovetto, niente di enorme,
eppure ti prende la gola.
A Pasqua i segreti sono così,
piccoli e fortissimi.

  1. Di Pasqua, con un augurio
    Di Pasqua dici un augurio timido,
    come se fosse fragile.
    L’altro lo prende e lo tiene,
    e te lo rimanda indietro.

Le parole non sono grandi,
ma scaldano lo stesso.
È un filo sottile,
eppure regge tanto.

  1. A Pasqua, le scarpe sul tappeto
    A Pasqua le scarpe fanno confusione,
    una qui, una là.
    Tu le guardi e pensi
    che la gioia lascia tracce.

Noi riordiniamo piano,
senza diventare severi.
A Pasqua anche la casa
merita una carezza.

Poi torna il profumo di dolce,
e ci sediamo di nuovo.
Le cose semplici restano,
quando le fai insieme.

  1. Di Pasqua, il coniglio stanco
    Di Pasqua il coniglio è un po’ stanco,
    ha corso tutta la notte.
    Tu lo immagini dietro un cespuglio,
    con il fiato corto e le orecchie alte.

Non lo prendi in giro,
lo capisci, senza sapere come.
Chi porta sorprese
si stanca, ma sorride dentro.

E tu, quando trovi l’ultimo uovo,
lo ringrazi in silenzio.
Di Pasqua succede pure questo,
si ringrazia senza rumore.

  1. A Pasqua, la caccia lenta
    A Pasqua cerchi senza correre,
    oggi va bene così.
    Ogni angolo è una domanda,
    ogni foglia una possibilità.

Tu ti perdi un attimo,
e noi ti chiamiamo piano.
Non è paura, è solo
che il giardino è grande oggi.

Poi lo vedi, l’ovetto,
dove non guardavi mai.
A Pasqua le cose belle
stanno un po’ di lato.

  1. Di Pasqua, un uovo sul davanzale
    Di Pasqua metti un uovo sul davanzale,
    come fosse una lampadina.
    La luce ci passa attraverso,
    e sembra un piccolo mondo.

Tu lo tocchi con un dito,
io ti dico piano attento.
Ma non per paura,
solo per rispetto.

  1. A Pasqua, le campane lontane
    A Pasqua le campane sono lontane,
    non entrano con forza.
    Tu le ascolti e ti fermi,
    come davanti a una storia.

Noi respiriamo più lento,
senza rendercene conto.
A Pasqua certe cose
ti insegnano a stare.

  1. Di Pasqua, in tasca
    Di Pasqua metto una carta lucida in tasca,
    non la butto via.
    È il suono della sorpresa,
    che fa fruscio quando cammini.

Tu ridi, dici che sono strano,
io dico che mi piace così.
Le piccole prove della festa
mi tengono buono il giorno.

  1. A Pasqua, la tovaglia bianca
    A Pasqua la tovaglia è bianca,
    ma non resta bianca a lungo.
    Una goccia, una briciola,
    e già racconta.

Tu ti scusi, io ti dico
che va bene, davvero.
A Pasqua la pulizia
non è più importante di noi.

  1. Di Pasqua, il nido di carta
    Di Pasqua facciamo un nido di carta,
    con mani un po’ impazienti.
    Tu pieghi male un angolo,
    eppure funziona.

Nel nido l’uovo sta bene,
come se fosse nato lì.
A Pasqua anche le cose storte
trovano il loro posto.

  1. A Pasqua, dopo tutto
    A Pasqua, quando finisce la corsa,
    resta un silenzio buono.
    I nastri sul tavolo,
    le sedie spostate male.

Tu sbadigli, io pure,
e non vogliamo altro.
A Pasqua si capisce
che la gioia stanca bene.

  1. Di Pasqua, una luce nella sera
    Di Pasqua la sera non è triste,
    ha un colore più morbido.
    Tu stringi un ovetto rimasto,
    come un pensiero.

Noi spegniamo le luci piano,
e la casa si sistema.
Di Pasqua anche la notte
sa essere gentile.

  1. A Pasqua, la promessa
    A Pasqua sembra che il mondo prometta,
    senza firmare niente.
    Un germoglio, un profumo,
    un cielo che si apre.

Tu lo senti e non lo spieghi,
perché non serve.
A Pasqua la promessa
sta nel modo in cui respiri.

  1. Di Pasqua, le mani sporche
    Di Pasqua hai le mani sporche di colore,
    e ti brillano gli occhi.
    Io ti do un panno,
    ma non ti fermo subito.

Perché quelle mani dicono
che hai fatto qualcosa di tuo.
Di Pasqua la bellezza
viene spesso da lì.

  1. A Pasqua, resta dentro
    A Pasqua tutto passa, certo,
    ma non sparisce.
    Il colore ti resta addosso,
    anche quando lavi via la tinta.

Tu domani ricorderai
dove hai trovato quell’ovetto.
A Pasqua resta dentro,
come una canzone buona.

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